L’italica virtù

1 ottobre 2015 - In: Pensieri nel vuoto - Tag: 0 Comments

12043144_10207697692982976_3384936434384582288_nTutto bello, tutto giusto.

Però…

Però mi viene da pensare che io sono italiano per puro caso, nient’altro che semplice caso. E che ho avuto parte nella scelta della mia nazionalità, tanta quanta ne ha avuta una pulce qualsiasi nel decidere il senso di rotazione della Galassia.

Mi viene da pensare che essere italiani oggi è in qualche modo meglio che esserlo stato anni fa, quando da questo martoriato Paese la gente scappava perché qualche deficiente col braccino agitato aveva deciso qual’era il colore giusto da avere, la religione giusta da seguire, e il numero di figli morti ammazzati necessario per essere considerati veri conquistatori. E che è meglio oggi grazie a tutti quei morti ammazzati sul cui sangue spezzato abbiamo costruito un paese civile. Tanto civile…

Mi viene da pensare che forse, un domani, essere italiani sarà di nuovo una sfortuna, e che un popolo di nuovi disperati figli di Roma riprenderà le vie della migrazione di massa, alla ricerca della sola cosa veramente sacra al mondo, ossia la propria fettina di felicità e giustizia.

Mi viene da pensare che le fondamenta culturali e religiose di questa fantomatica Italia romana e cristiana, elette a fulgido ed eterno modello di italica virtù, sono in realtà fondamenta fatte di religioni mescolate tra loro, imperatori nati in Africa, condottieri omosessuali, santi di colore, filosofi islamici…

E allora…

Allora mi piacerebbe pensare che c’è qualcos’altro che possiamo offrire a quelli che oggi vedono l’Italia come una meta desiderabile. Mi piacerebbe che si diffondesse uno spirito un po’ più umano, nato dalla consapevolezza che, in fondo, siamo tutti accomunati dalla stessa impermanenza, dalla stessa fragilità, e da una storia che non è mai stata capace di assolvere nessuno. Mi piacerebbe che qualche giovane italianopercaso un giorno decidesse di pubblicare sul proprio profilo un cartello con su scritto:

Qui sei in Italia.

Si parla italiano. Perché sappiamo parlare solo questa lingua. Tu tra qualche mese la parlerai meglio del 70% degli italiani, e ricorderai comunque la tua lingua madre, quindi sarai bilingue. Proprio come l’1% appena dei veri italiani.

Si mangia carne di suino. Ma non tutti i giorni, perché non abbiamo abbastanza soldi e al supermercato tocca fare i salti mortali. Se non vuoi mangiare carne di suino, abbiamo un miliardo di altri cibi che troverai fantastici, e se ti avanza tempo magari potresti farci assaggiare qualche specialità del tuo Paese, perché se hanno successo posti come Eataly, c’è spazio veramente per tutti.

Si beve del buon vino. Siamo rinomati nel mondo intero per questo, ma se non vuoi bere con noi, troveremo qualcos’altro per spegnere la tua sete. La cocacola, per esempio, che molti italiani considerano migliore del Brunello di Montalcino.

Si rispettano le donne. Soprattutto in pubblico, perché dentro casa, spesso, ci pigliamo a schiaffi in faccia senza alcuna pietà. Noi siamo quelli che fino all’altro ieri, le donne, non le facevamo nemmeno votare alle elezioni.

Tu che sei un ospite nella nostra casapercaso, rispetta la nostra cultura. Almeno tu. Perché noi, qui, della nostra cultura ce ne sbattiamo spesso il cazzo, salvo quando dobbiamo salire in cattedra; in quel caso siamo tutti dei gran professori.

Altrimenti torna a casa tua. Ché forse qui da noi non è tutto ‘sto gran paradiso che credevi“…

 

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