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Oltre la tecnica e la tecnologia esiste sempre un occhio che guarda ed una mente che scopre, con lo spirito spesso del bambino che osserva incuriosito il gioco nuovo. La bellezza dell'osservazione astronomica nasce nei mille aspetti che conquistano la fantasia, nella rivelazione delle proporzioni dell'Uomo e dell'Universo, negli eventi abissali di galassie remote o nei colori fugaci di stelle morenti; nel poter fuggire lontano, nascosti nella moltitudine di luci antiche e di catastrofi silenziose, nei continui cicli di nascita e morte che guidano l'architettura dei mondi. Delle innumerevoli manifestazioni della Natura, l'oscurità della notte che scivola su tutto forse è il dono più grande per l'Uomo, la possibilità di abbracciare lentamente con uno sguardo le profondità del tempo e dei luoghi per sempre lontani. L'essenza dello spettacolo è anche la perdita della supremazia sulle cose, e la sottile malinconia che nasce dalla constatazione della nostra impermanenza; prepotente e fanciullesco, dolce ed amaro, è in fondo il sentimento della ricerca e dell'armonia anche per un solo istante, come in una buona amicizia. La capacità di stupirsi delle forme fantastiche del cielo è la spinta dell'astrofilo che cerca nel sodalizio con la montagna di ogni novilunio l'unica possibilità di rinnovare una vecchia promessa di tranquillità e contemplazione, e il lento ruotare delle stelle è il ripetersi di un ritmo lento e forte che, come le onde del mare, regala alla mente l'idea di infinito.
 
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