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Ho sempre amato lavorare il legno, tra le altre cose. Ho iniziato a respirare segatura e legni stagionati appresso ai miei, appassionati restauratori, imparando a rispettare la forza e la versatilità di questa materia meravigliosa, sempre viva. Poi un giorno sono entrato in un negozio di ferramenta, ed è stato come scoprire un mondo nuovo, l'impero dei balocchi moltiplicato mille volte. Gli smanettamenti senza capo né coda, presero ben presto una direzione. Perché costruisco chitarre? Forse perchè sono strumenti magici, nati da un'idea antichissima forse presa da una foglia che vibrava nel vento; perchè sono oggetti sofisticatissimi, e parlano di matematica, falegnameria, fisica, elettronica, chimica, scultura, pittura, meccanica... Un giro inebriante per un semplice appassionato.
Se volete, entrate a dare un'occhiata.
Ho deciso: raccatto tutto il coraggio che riesco a trovare e pubblico il mio primo cd!!! Ve lo dico subito, così da evitare ogni possibile equivoco: non cercate originalità nè qualità, si tratta solo degli strimpellamenti notturni di uno che, dopo quasi quindici anni di abbandono, ha ripreso in mano la chitarra da pochi mesi, che dorme molto poco e che purtroppo ha a disposizione computer e strumenti musicali... Si tratta di una raccolta di undici brani scritti ed eseguiti dal sottoscritto in un periodo che va tra il maggio 2006 e il febbraio 2007, più o meno il periodo in cui per la prima volta in vita mia sono venuto a contatto con il fantasmagorico universo della computer music. Per molti di questi brani dovrei dire "non scritti", dato che si tratta di improvvisazioni pure registrate senza alcuna pretesa, e finite in questa specie di raccolta.
Il resto lo trovate qui.
Ogni tanto mi lascio cogliere dall'ispirazione, mi attacco alla tavoletta grafica e inizio a imbrattare, tanto col computer non si sporca niente... Quello che viene fuori è a volte un risultato strano, a volte qualcosa di normale. Cerco di mettere tutto qui, giudicate voi. Quando si imbratta, bisogna cercare di imbrattare il più possibile.
"So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni", diceva Oscar Wilde. La mia proverbiale debolezza qui ha il suo sfogo forse supremo, il regno del proibito, dove molte religioni troverebbero terreno fertile per anatemi e scomuniche, dove il peccato è virtù e la virtù è perversione. Insomma, i fornelli.
Questa raccolta di ricette è il frutto di sogni, deliri ed esperimenti, volti esclusivamente al tentativo di identificare il piacere di mangiare. Niente spiluzzicamenti da queste parti, niente porzioni da fame, il galateo lasciamolo agli stitici con la bocca stretta. Entrate e servitevi di gusto, il coperto è omaggio, il servizio non chiude mai.
"L'etimologia italiana di informatica deriva dai termini informazione e automatica, e sicuramente Philippe Dreyfus, che per primo utilizza nel 1962 il termine informatique (informatica), voleva significare la gestione automatica dell'informazione mediante calcolatore. Sebbene successivamente ne siano state date diverse definizioni, forse si avvicina di più alla realtà quella secondo cui l' informatica è la scienza che si occupa della conservazione, dell'elaborazione e della rappresentazione delle einformazioni". Questo è quanto recita la sacra wikipedia, la bibbia universale dell'ultime generazione, la voce di tutti per tutti. Ma l'informatica è veramente un vantaggio? La rete vuole incarnare l'ideale perfetto della democrazia; ma in un luogo dove la libertà di espressione è totale e incondizionata, che senso ha parlare di qualità dell'informazione? E allora, cosa trattiamo esattamente? Cosa conserva, elabora e rappresenta l'informatica? Boh...
Oltre la tecnica e la tecnologia esiste sempre un occhio che guarda ed una mente che scopre, con lo spirito spesso del bambino che osserva incuriosito il gioco nuovo. La bellezza dell'osservazione astronomica nasce nei mille aspetti che conquistano la fantasia, nella rivelazione delle proporzioni dell'Uomo e dell'Universo, negli eventi abissali di galassie remote o nei colori fugaci di stelle morenti; nel poter fuggire lontano, nascosti nella moltitudine di luci antiche e di catastrofi silenziose, nei continui cicli di nascita e morte che guidano l'architettura dei mondi. Delle innumerevoli manifestazioni della Natura, l'oscurità della notte che scivola su tutto forse è il dono più grande per l'Uomo, la possibilità di abbracciare lentamente con uno sguardo le profondità del tempo e dei luoghi per sempre lontani. L'essenza dello spettacolo è anche la perdita della supremazia sulle cose, e la sottile malinconia che nasce dalla constatazione della nostra impermanenza; prepotente e fanciullesco, dolce ed amaro, è in fondo il sentimento della ricerca e dell'armonia anche per un solo istante, come in una buona amicizia. La capacità di stupirsi delle forme fantastiche del cielo è la spinta dell'astrofilo che cerca nel sodalizio con la montagna di ogni novilunio l'unica possibilità di rinnovare una vecchia promessa di tranquillità e contemplazione, e il lento ruotare delle stelle è il ripetersi di un ritmo lento e forte che, come le onde del mare, regala alla mente l'idea di infinito.







L'Universo è vuoto. Sì, ogni tanto si incontra qualcosa, a volte anche qualcuno, ma a conti fatti si tratta di un caso. Se ci si mette in viaggio verso una direzione qualsiasi si noterà facilmente quanto questo sia vero: dalle distanze più abissali su scale cosmiche a quelle altrettanto inarrivabili dell'infinitamente piccolo, lo spazio è soprattutto vuoto: il 90% del volume di un banale atomo è semplicemente vuoto, il 99% del volume del Sistema Solare è puro vuoto di qualità. Questa natura si riflette su tutto, estendendosi oltre la semplice fisica della materia: tutto quello che facciamo è in realtà una reazione al vuoto: la ricerca dei perché, l'invenzione di Dio, l'idea dell'amore, sono tutti tentativi di domare l'orrore che il vuoto ci trasmette, nell'illusione di poterne non essere più prigionieri. In realtà, è solo dopo aver accettato il fatto che non c'è scampo che si può iniziare a pensare un po' più serenamente, con il giusto distacco da tutto. Qui non troverete nessun insegnamento valido, non c'è nessuna voglia di far proseliti: ci sono già troppi illuminati in giro, fin troppo esperti della materia. Qui c'e' solo una raccolta disordinata di pensieri pensati da uno qualsiasi, con una certa dose di serenità e incazzatura, e poche certezze ma buone; ad esempio quella sul vuoto della ragione, ciò che davvero distruggerà il mondo, altro che entropia...