in corso Progetto: DeepVoid Fenice Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2005 |
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Non si finirà mai di leggere che Stradivari utilizzava per costruire i suoi splendidi strumenti un'attrezzatura che definire primitiva sarebbe un complimento; oggi noi possiamo contare sulla progettazione CAD, la prototipazione rapida nei casi più delicati, il taglio con il laser, ecc. Insomma, ne è passata di acqua sotto i ponti. Tuttavia è ancora possibile creare strumenti musicali eccellenti praticamente con gli stessi mezzi a disposizione dei liutai dei secoli scorsi, perché gli strumenti musicali sono cambiati molto poco nel tempo (se tralasciamo l'evoluzione della chitarra elettrica, avvenuta in tempi recentissimi e per vie tutto sommato poco liutistiche), e le problematiche che si incontrano oggi possono anche essere basate su disegni e progetti moderni, ma sempre con il buon vecchio legno hanno a che fare... Anzi, molti liutai moderni si sforzano di applicare alla loro produzione tradizioni antiche, magari tramandate da maestro ad allievo come preziosi segreti di bottega. In un mondo che relega sempre di più le attività artigianali nel dimenticatoio delle cose vecchie ed economicamente sconvenienti, incontrare situazioni del genere è come trovare il porto dopo il mare brutto. |
Personalmente, amo la tecnologia, in qualsiasi ambito: se c'è un modo hi-tech per farlo, io ci ficco il naso di sicuro :-) Passo la mia giornata (e non solo) davanti ad un computer; addirittura grazie a quella fantastica invenzione che è il wi-fi posso osare oggi il sogno proibito di ieri, portare con me il portatile anche nell'ultimo, vero rifugio dell'uomo che non si ferma mai, il luogo dove la libertà regna davvero incontrastata, l'universo dove abbiamo un impero e un trono per governarlo: il bagno! Ma sto divagando...Senza arrivare ai miei estremi, ci sono sicuramente degli utensili moderni che alla fine diventano insostituibili, sia per la precisione di lavorazione che permettono, sia per la comodità pura e semplice: io non lo nascondo, sono un homo sedens, e data la mia natura se posso alleviare la fatica fisica non mi tiro indietro. Nell'attività liutistica non ci si scontra praticamente mai con situazioni limite, ok, però ci sono momenti in cui una buona levigratrice roto-orbitale può avere un fascino irresistibile, oppure un bel trapano a colonna può attirare quanto una bella ragazza in riva al mare (specie quando la bella ragazza non c'è :-) |
| Per realizzare un progetto di liuteria domestica possiamo organizzarci con poche cose, ma buone; meglio pochi attrezzi ben selezionati che una marea di cose acquistate al risparmio e che si rivelano poi inaffidabili. Innanzitutto lo spazio di lavoro, fortunatamente non servono laboratori immensi (anche se una saletta-falegnameria è uno dei miei sogni proibiti): io mi sono ricavato un mini-laboratorio in casa espropriando parte di uno dei balconi, opportunamente chiuso da un bel finestrone (ovviamente autocostruito, legno di rovere e vetro) per poter lavorare anche d'inverno. Una tavola di 190x90 cm. recuperata dalla cantina è stata trasformata in un bel piano di lavoro, e con qualche altro smanettamento con legno rigorosamente di recupero ho ottenuto un bell'angolino attrezzato. Molto comodi sono i pannelli mille-fori, per sistemare ordinatamente gli attrezzi di utilizzo più frequente, si possono trovare per pochi euro in qualsiasi negozio di bricolage, nei formati più diversi. Io sono un fautore dell'ordine, il mio motto è "Un posto per tutto, tutto al suo posto". Alla fine della giornata il tavolo ritorna in ordine, quasi maniacalmente, tipo sala operatoria: ferri puliti, utensili in ordine, trucioli rimossi, niente cose lasciate in giro a far mucchio: gli oggetti si stratificano con una facilità sorprendente, peggio di un incubo dentro Tetris! Questo può sembrare estremistico, quindi fate come credete; presto però vi accorgerete che ho ragione: trovare sempre il posto di lavoro in ordine significa poter iniziare a lavorare rapidamente e con efficienza in qualunque momento libero, significa non perdere tempo a cercare questo o quello per poi scoprire di averlo perduto dentro il cestino dei rifiuti insieme ai sedici metri cubi di trucioli della domenica precedente, ecc. ecc. Attrezzatura in ordine vuol dire anche pulizia, e un oggetto pulito a dovere dura di più, funziona meglio e non fa sorprese; quando si tratta di utensili selezionati, magari anche costosi, la cosa non è mai irrilevante. |
Uno dei primi utensili che viene voglia di comprare appena si possiede un angolino attrezzato è il trapano a colonna. L'oggetto è veramente versatile, al di là della semplice bramosia, dato che torna utile in parecchie situazioni. L'importante, però, è individuarne uno decente, in mezzo alle mille offerte di livello infimo in circolazione. I più semplici da trovare sono i trapani a colonna cinesi, rimarcati in mille modi, e spesso spacciati come "made in Germany" o "made in Italy". Il costo si aggira sui 35-40 euro, sono dotati di un motore elettrico da 350W e in quanto ad affidabilità sono ai livelli minimi accettabili. Io ho tirato avanti fino ad oggi proprio con un trapano del genere, comprato una decina d'anni fa in un centro commerciale per due care vecchie lire, e utilizzato sempre con qualche parolaccia tra i denti: asse di perforazione ballerino, mandrino così-così, potenza scarsa, qualità costruttiva globale bassa, al limite della rozzezza. Il mio consiglio è di rivolgersi direttamente ad un modello di livello medio, evitando i tanti problemi che si incontrano con i trapani più primitivi: orientativamente una spesa non inferiore ai 100 euro ci assicurerà uno strumento affidabile e utilizzabile per i nostri propositi, che sono associabili al piccolo bricolage.I vantaggi del trapano a colonna rispetto al classico trapano manuale montato su stativo sono molteplici: innanzitutto la rumorosità, immensamente più bassa: il trapano a colonna è spinto da un motore elettrico molto silenzioso, che trasmette il moto al mandrino tramite una cinghia gommata. Se l'asse sul quale è montato il mandrino è ben realizzato, con opportuni cuscinetti reggi-spinta, la rumorosità complessiva dello strumento sarà sempre molto bassa, addirittura da poterlo utilizzare di notte. Il trapano a colonna dispone inoltre di un piano mobile spesso dotato di una morsa, utilissima per fissare il pezzo che si sta lavorando, per perforazioni precise anche inclinate. In genere è bene orientarsi su trapani in grado di accettare accessori fino a 13 mm. di diametro dell'asse di montaggio, più che sufficienti per qualsiasi necessità che ci troveremo ad affrontare. Fori più larghi saranno convenientemente realizzati mediante le seghe a tazza, o con l'ausilio delle frese Forstner. Oggi si trovano sempre più spesso trapani dotati di qualche finezza elettronica, ad esempio il contagiri con display digitale (utile solo per far bella figura con gli amici) o il laser per il posizionamento del pezzo (utile davvero, anche se non indispensabile). La cosa veramente importante è la robustezza dell'asse di perforazione, e la presenza di cuscinetti ben dimensionati: se potete valutare lo strumento prima di acquistarlo, procedete a verificarne la qualità chiedendo di fare una prova: il movimento di discesa deve essere fluido e soprattutto completamente esente da scarti laterali anche minimi. Un asse che "balla" è la promessa certa di non poter lavorare con precisione (fori irregolari o ovalizzati, posizionamento incerto), e soprattutto di correre il rischio di vedere la punta spezzarsi con conseguenze mai desiderabili. Senza contare il rumore, intollerabile. |
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Non si finirà mai di leggere che Stradivari utilizzava per costruire i suoi splendidi strumenti un'attrezzatura che definire primitiva sarebbe un complimento; oggi noi possiamo contare sulla progettazione CAD, la prototipazione rapida nei casi più delicati, il taglio con il laser, ecc. Insomma, ne è passata di acqua sotto i ponti. Tuttavia è ancora possibile creare strumenti musicali eccellenti praticamente con gli stessi mezzi a disposizione dei liutai dei secoli scorsi, perché gli strumenti musicali sono cambiati molto poco nel tempo (se tralasciamo l'evoluzione della chitarra elettrica, avvenuta in tempi recentissimi e per vie tutto sommato poco liutistiche), e le problematiche che si incontrano oggi possono anche essere basate su disegni e progetti moderni, ma sempre con il buon vecchio legno hanno a che fare... Anzi, molti liutai moderni si sforzano di applicare alla loro produzione tradizioni antiche, magari tramandate da maestro ad allievo come preziosi segreti di bottega. In un mondo che relega sempre di più le attività artigianali nel dimenticatoio delle cose vecchie ed economicamente sconvenienti, incontrare situazioni del genere è come trovare il porto dopo il mare brutto.
Personalmente, amo la tecnologia, in qualsiasi ambito: se c'è un modo hi-tech per farlo, io ci ficco il naso di sicuro :-) Passo la mia giornata (e non solo) davanti ad un computer; addirittura grazie a quella fantastica invenzione che è il wi-fi posso osare oggi il sogno proibito di ieri, portare con me il portatile anche nell'ultimo, vero rifugio dell'uomo che non si ferma mai, il luogo dove la libertà regna davvero incontrastata, l'universo dove abbiamo un impero e un trono per governarlo: il bagno! Ma sto divagando...
Uno dei primi utensili che viene voglia di comprare appena si possiede un angolino attrezzato è il